giovedì 21 giugno 2012

Graffette

Il cielo.

Da piccoli ci raccontano che le persone vanno in cielo, prima o poi tocca a tutti, il cielo. Quando toccò a mio nonno, ricordo che un giorno sereno, in riva al mare, guardai questo cielo azzurrissimo e mentalmente, ingenuamente gli parlai: "Nonno, ma proprio in cielo te ne dovevi andare? Non potevi andare, che so, in montagna? Che le montagne alla fine non sono poi tanto lontane dal cielo, guarda come vanno su, e poi così ti venivo a trovare.In cielo invece, chi ti trova più? Guarda quant'è grande!".
L'unica cosa di cui Asterix e Obelix avevano paura era che il cielo gli cascasse sulla testa, a pensarci mi fa ancora ridere. Era talmente assurdo..Ci ho ributtato il pensiero poco tempo fa, quando dopo il terremoto la gente ha iniziato a buttare gli occhi al cielo, per paura che davvero gli cascasse qualcosa in testa. Guardavano i nostri cieli fittizi, li chiamiamo soffitti, con gli occhi ricolmi di timore che crollasse tutto.

La terra

madre fertile, donna prosperosa dai fianchi larghi. Comparabile alle cose più genuine e sincere. Quanto male, quanto danno ti abbiamo fatto noi, le tue creature. E nonostante ciò pretendiamo che tu, madre paziente, continui ad accoglierci e a nutrirci. Quando hai iniziato a tremare, sotto i miei piedi, quando ci hai fatto paura perchè sei imprevedibile, mi sono messa carponi su di te e ti ho parlato, ti ho dato i pugni, ripetendo perchè, perchè,perchè devi fare così, perchè qui, perchè adesso. Sono comparse crepe nelle nostre case, crepe nelle nostre sicurezze. Sono crollati i muri su cui facevamo affidamento. C'è paura, nell'aria, da quando hai deciso che non era più tempo di star fermi.
Madre generatrice, che come crea può distruggere.

Nella mia pianura, nella bassa più bassa, l'orizzonte si stiracchia a perdita d'occhio, nei giorni più sereni. Il più delle volte, l'occhio arriva solo fin dove la nebbia lo permette. Ma nelle giornate limpide, quelle in cui si distinguono tutte le figure in lontananza, si possono osservare le persone che si avvicinano a noi. Lì ho pensato che gli uomini sembrano davvero delle piccole graffette, messi lì a unire il cielo e la terra, a far da collegamento tra questa terra e chissà quali cose disperse lassù.




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