Quand'ero bambina una maestra mi aveva detto che sono un riccetto, quando qualcuno si avvicina mi chiudo su a riccio. Chissà cosa direbbe adesso, che non ho più nulla di quella bambina timida e quieta d'un tempo. Eppure rimane qualche tratto di lei in me, lo rivedo ora.
Il flusso casuale delle canzoni me ne riporta una in particolare, mi fa sempre riflettere.
Pioggia e sole cambiano la faccia alle persone
fanno il diavolo a quattro nel cuore
e passano
e tornano
e non la smettono mai [...]
Tu non credere
se qualcuno ti dirà
che non sono più lo stesso ormai.
Pioggia e sole abbaiano e mordono,
ma lasciano
lasciano il tempo che trovano.
Lo interpreto come un giuramento di fedeltà a me stessa, non importa attraverso quali intemperie, sempre e per sempre io, sempre e per sempre, e anche se non avrò niente da offrire, potrò sempre allungare la mano verso qualcuno, seppur vuota. In maniera così semplice e al contempo disponibile, senza preconcetti a tenermi le mani occupate.
[è dura, a volte portarsi in giro un cuore scottato. Sembra quasi che pesi di più. Le lacrime in qualche modo leniscono le sue ferite, alla faccia di chi dice che piangere non serve a niente. è dura convincersi con la testa che c'è soluzione, con un cuore scottato. Come le ferite da piccoli, ci si soffia sopra e pian piano, il male passa]
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