giovedì 30 agosto 2012

A mani vuote.

Scendono due grossi lacrimoni e dalle guance prendono il volo, chissà dove sono andati a finire. Il paesaggio scorre sotto gli occhi offuscati dalla tristezza, non sono sicura, forse è malinconia, forse è solo che sono tutta cuore e poca testa, e quando mi morsicano il cuore, la testa non trova più argomenti plausibili. La signora seduta davanti a me mi posa la mano grassoccia sulla gamba e mi sussurra qualcosa, che dietro le cuffie dell'I-pod acceso sembra somigliare a un "è successo qualcosa, tesoro?". Mi ritraggo imbarazzata, come se piangere sui treni fosse una colpa, e mi affretto a negare, ad abbozzare sorrisi poco credibili. Guardo su, guardo indietro, cerco di evitare di sciogliermi gli occhi davanti a tutti. Il ragazzo nel sedile opposto mi guarda, interrogativo.Mi faccio piccola piccola, trasparente. 

Quand'ero bambina una maestra mi aveva detto che sono un riccetto, quando qualcuno si avvicina mi chiudo su a riccio. Chissà cosa direbbe adesso, che non ho più nulla di quella bambina timida e quieta d'un tempo. Eppure rimane qualche tratto di lei in me, lo rivedo ora. 

Il flusso casuale delle canzoni me ne riporta una in particolare, mi fa sempre riflettere. 

Pioggia e sole cambiano la faccia alle persone
fanno il diavolo a quattro nel cuore 
e passano
e tornano
e non la smettono mai [...]
Tu non credere 
se qualcuno ti dirà
che non sono più lo stesso ormai.
Pioggia e sole abbaiano e mordono, 
ma lasciano
lasciano il tempo che trovano.


Lo interpreto come un giuramento di fedeltà a me stessa, non importa attraverso quali intemperie, sempre e per sempre io, sempre e per sempre, e anche se non avrò niente da offrire, potrò sempre allungare la mano verso qualcuno, seppur vuota. In maniera così semplice e al contempo disponibile, senza preconcetti a tenermi le mani occupate. 

[è dura, a volte portarsi in giro un cuore scottato. Sembra quasi che pesi di più. Le lacrime in qualche modo leniscono le sue ferite, alla faccia di chi dice che piangere non serve a niente. è dura convincersi con la testa che c'è soluzione, con un cuore scottato. Come le ferite da piccoli, ci si soffia sopra e pian piano, il male passa]



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