Ogni anno gli appuntamenti ciclici ritornano, puntuali.
Si ripresentano alla stessa ora, nello stesso periodo bussano alla tua porta, e sono loro a decidere quando. Non sanno se sei pronto ad aprir loro la tua porta, ad esporre la tua vita ancora una volta alla loro sequenzialità. Magari soffri, forse hai perso qualcuno, forse vorresti che la vita non fosse più la stessa da quando quella persona se n'è andata. Ma loro tornano, inesorabili.
E ci portano a pensare agli equilibri (e alla mancanza di tali) della nostra vita. Chi se ne è andato dall'ultima volta che hai cambiato gli armadi, chi è arrivato con l'inizio dell'università, chi ha preferito voltarti le spalle e chi ti ha tenuto per mano sempre, vicino o lontano.
Gli appuntamenti ricorrenti ci fanno questo: bilanci, calcoli, ricordi.
Sono lì, ogni anno, come il sole che sorge ogni giorno, per ricordarci che la vita è anche questo, sempre e comunque, in qualsiasi circostanza
continuare a camminare.
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