mercoledì 21 maggio 2014

Ombre spaventose

Quando ho compiuto dieci anni ero tutta contenta perchè era il mio primo compleanno a due cifre.
Ora mi servono dita di mani e piedi per contare i miei anni, e non mi bastano nemmeno più. Mi domando quanto ritardo ho. Un Bianconiglio interiore che detta il mio ritardo rispetto al mondo.

Me li aspettavo diversi, i venticinque. Forse io mi aspettavo diversa ai venticinque. A volte mi immagino i cambiamenti come degli interruttori giganti,  faccio click e di punto in bianco so organizzarmi meglio, sono più ordinata, so passare gli esami, trovo un lavoro, faccio teatro e i viaggi in treno sono produttivi. La realtà è che continuo a perdermi con lo sguardo fuori dal finestrino, gli esami sono uno scoglio apparentemente insuperabile, e la mia camera è un caos. E il peggio è che ho paura.
Non pensavo che a venticinque anni si potesse avere ancora paura.
Ci sono giorni in cui mi guardo e penso di avere sbagliato tutto, ho investito tempo ed energie in un percorso sbagliato, ho un domani da lavoratrice mediocre. La mediocrità soprattutto mi fa paura. Non essere tagliati per un lavoro che si vuole fare ad ogni costo.

Stasera non ho il coraggio di guardarmi allo specchio per paura di vedere qualcosa che non mi piace. Per paura che sorga la domanda "a venticinque anni questo è il massimo che sei riuscita a fare?"

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