giovedì 21 maggio 2015

La strada in cui credi

A volte ho la sensazione di perdermi.
Guardo il mondo, mi ci proietto, mi ci specchio, ci cado dentro e una volta uscita non mi trovo più, come se avessi indosso i vestiti di qualcun'altro. 
Mi stanno troppo grandi, troppo piccoli, sono da uomo, da bambino, da vecchio.

E quella che esce non sono più io, nello specchiarmi sotto tutti quei vestiti fatico a riconoscermi.
Ci sono cose che dimentico di me, che vanno perse quando mi misuro i vestiti degli altri

Le persone sono il frutto delle proprie scelte.
Non giuste o sbagliate, bensì scelte che ci pongono di fronte a bivi di strade potenzialmente divergenti. A volte guardo le persone che di fronte ai miei stessi bivi hanno preso un'altra strada e inevitabilmente penso a cosa sarebbe stato se avessi intrapreso anche io quel cammino. Forse starei meglio, forse sarei una persona migliore.
Il problema delle scelte è che prima o poi ci presentano il conto, e a prescindere dalla decisione ci saranno sempre momenti in cui la mente si domanderà cosa sarebbe stato se...
La questione è trovare la strada in cui uno crede. Quella strada a cui sei spinto non solo dal cuore e da quella strana sensazione viscerale, ma anche da un senso più profondo, un ideale, un sogno. 
Ultimamente mi sono trovata impantanata per bene, e pare che l'unica cosa che mi riesce sia volgere indietro lo sguardo, con gli occhi pieni di lacrimoni. 
Ma poi penso, porca miseria, questa è la strada in cui credo! 
La strada in cui credo. La strada dell'istinto, del cuore, in fondo alla quale c'è una stellina con appeso un sogno, e io cammino in quella direzione. 

Per quanto possa sentirmi sbagliata, con vestiti troppo grandi, troppo piccoli, da uomo da bambino o da vecchio, io sono sempre io, e le mie scelte sono parte di me. E forse anche quel pantano sarà parte di me, quando, un passettino dietro l'altro, riuscirò a lasciarmelo alle spalle.

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