giovedì 27 agosto 2015

Tana libera tutti

Il mondo è molto più di quanto possa riuscire ad assorbire. 
Con gli occhi, con le orecchie, con i piedi e con il cuore non riesco a comprendere tutto quello che vorrei. Le persone, le immagini, le parole dette e quelle non dette sono molto oltre i miei sensi, sono troppe o troppo intense. Non riesco a intraprendere tutti i sentieri che avrei voluto. 
Sono una persona a metà e il senso di impotenza ha la meglio su di me. 
Hai vinto tu. 
E allora io abbasso la serranda, mi rifugio in me stessa.

Una persona saggia mi ha detto tempo fa che raccontarci ci salva. E mi è piaciuto così tanto che ho pensato che me ne sarei ricordata, come se la memoria fosse l'unico omaggio che posso rendere alla verità dentro queste parole. Non mi sono chiesta da chi o da cosa,come se la salvezza non avesse bisogno di complementi.
Un'azione completa in sè. Raccontarsi. Salvarsi.

Io riprendo senso soltanto attraverso ciò che riesco, o non riesco, a scrivere. 

1 commento:

  1. «Non preoccuparti. Hai sempre scritto e scriverai ancora. Non devi fare altro che scrivere una frase sincera. Scrivi la frase più sincera che sai». E.H.

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