martedì 26 aprile 2011

25 aprile 2011: “Oggi non è una giornata di festa, oggi è una giornata di lotta!”

Il 25 aprile 2011 a casa Cervi è un'emozione sentire una staffetta parlare, con voce rotta dal pianto, delle sue compagne che hanno subìto sofferenze non tramandate ai posteri perchè “certe cose non si possono raccontare” (ma forse si dovrebbero..).
È un'emozione sentire il nipote di Cervi affermare: “oggi non è una giornata di festa, è una giornata di lotta!”.
È un'emozione sentire Don Ciotti che non prende nemmeno fiato mentre snocciola valori, uno dopo l'altro, è un elenco di virtù il suo discorso. Si parla di legalità, di responsabilità, di giustizia,di uguaglianza, di dignità, di impegno, di libertà...
E la libertà risuona nell'aria a casa Cervi, il 25 aprile 2011, è la parola silente sulle labbra di tutti. Libertà che come giustamente ricorda don Ciotti “non vuol dire arbitrio ma responsabilità”.
È un'emozione quando qualcuno afferma dal palco che siamo 15000, e io spero con tutta me stessa che sia vero. 15000 anime sotto il sole, a festeggiare il 25 aprile. Io mi sento immensamente piccola ma nel mio piccolo onorata di essere una fibra di quel muscolo, onorata di sentirmi un membro di quella unità.
È un'emozione vedere così tanta gente radunata e sentire che anche se non so a cosa stanno pensando gli altri, o cosa provano o cosa li ha spinti ad essere lì, in qualche modo il mio cuore batte con il loro, le nostre passioni coincidono. E allora vedo il fuoco che c'è dentro alle persone che mi circondano, persone che non si rassegnano, che non chinano il capo, che non si limitano ad accettare passivamente una decisione. Sento che alimenta anche il mio fuoco vedere ardere le passioni altrui,o meglio alimenta un fuoco comune, che va al di là degli interessi individuali, del bene proprio, per arrivare al bene comune.
Vedere gente che lotta, che si impegna, aiuta a non arrendersi, a pensare che in quest'Italia si può ancora lottare, si può fare resistenza,e soprattutto mi rincuora sentire il partigiano Willy che dice “noi, la lotta partigiana non l'abbiamo mai smessa”. Fa venire voglia di camminare a schiena dritta e testa alta, difendendo a spada tratta ciò in cui si crede.
È un emozione leggere ovunque “Chi ha paura muore tutti i giorni, chi non ha paura muore una volta sola” parole di Paolo Borsellino.
È un'emozione cantare, ballare o semplicemente restare seduti su un prato con tutte quelle anime affini, e per la prima volta mi vien voglia di definirli compagni, di abbracciarli tutti e ringraziarli, anche solo per essere lì quest'oggi.
Ho il cuore a mille e il sorriso idiota in faccia, sono così felice, sono così piena di pensieri, di idee che spero che non passi mai quest'attimo, che spero di riuscire a incanalarli da qualche parte, che mi sento responsabile quando don Ciotti ci rimprovera di non essere abbastanza impegnati. E forse le mie sono solo emozioni temporanee, gli slanci di chi ha troppi ideali e pochi impegni concreti, le illusioni di chi sogna troppo e troppo in grande.
Ma ce le ho scritte bene in grande nei miei appunti le parole tuonanti e un poco incazzate di don Ciotti e spero che mi rimproverino,che mi smuovano la coscienza non solo il 25 aprile ma ogni giorno dell'anno.
Esco sperando di tornare presto ad essere la fibra di un cuore comune che non è più muscolo involontario ma è pieno di volontà propria e batte solo se tutte le fibre affini che ne fanno parte si movimentano.  

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