La cosa più interessante di autobus e treni sono indubbiamente le curiose creature che li bazzicano. Una soleggiata mattina di sabato mi trovo a prendere l'autobus per tornare a casa e mentre osservo dal finestrino la mia città che cambia, vengo quasi subito distratta da un elemento divertente che si siede di fronte a me. Si tratta, vedete, di una delle creature più comuni che popolano gli autobus: il matto. Ma io ovviamente non ho ancora inquadrato il tizio che ho davanti, per cui ancora non lo so.
L'uomo è seduto a distanza di due o tre sedili da me e quando lo guardo,noto che a sua volta mi guarda e parla. Imbarazzatissima distolgo immediatamente lo sguardo. Poi mi rendo conto che l'uomo continua a borbottare.
Al chè le possibilità che riesco a considerare sono due: o l'essere in questione sta parlando con l'auricolare bluetooth di quelli minuscoli che si perdono all'interno dell'orecchio o è davvero il matto abituale di questa linea di autobus (ogni linea di autobus rispettabile ha un proprio matto abituale). Distolgo l'attenzione dal matto, che continua a borbottare e faccio qualche considerazione.
Prima di riuscire a inquadrare l'uomo che ho davanti mi sono dovuta assicurare che non stesse usando una qualche minuscola diavoleria tecnologica. E il fatto che la usi o non la usi fa tutta la differenza, lo fa passare da persona rispettabilissima, forse uomo d'affari o comunque all'avanguardia in materia di tecnologia, a pazzo che parla da solo sugli autobus. E i due tipi di persone sono se vogliamo a estremi opposti. Pensate solo a come vi rivolgereste a uno e all'altro..in modi completamente diversi, non è vero? In realtà a questo punto mi chiedo se non sia più pazzo il tipo di uomo che parla a un auricolare microscopico piuttosto che l'uomo che parla da solo e si fa i promemoria per sé stesso. Io direi che il secondo tipo è decisamente più divertente,e mi trasmette anche un senso maggiore di umanità.
La mia corsa in autobus è terminata e prima di scendere lancio un occhiata al tizio buffo, che ora ha instaurato una vera e propria conversazione con sé stesso. Mentre si chiudono le porte dietro di me penso che non mi stupisco che tecnologia faccia rima con pazzia.
Tutto il mondo è paese, come si suol dire :)
RispondiEliminaQuesti "personaggi" sono forse la cosa più reale,più vera che si possa osservare durante una corsa in autobus.