Fuoco e sangue, fuoco e sangue, fuoco e sangue.
La porta si chiude dietro di me e stavolta sono io davanti a lei e non lei davanti a me.
Rilascio i pugni e la tensione,un fremito attraversa il mio corpo, il tempo torna a scorrere. Mia madre mi chiede
se va tutto bene,chiaro, si vede quando c'è qualcosa di diverso, ho elettricità nelle vene, chissà che cosa mi pompa il cuore.
Lacrime e fuoco, sangue e fuoco, lacrime e fuoco.
Finalmente sola mi sciolgo, mi libero. Felicità e tristezza si uniscono come in un unico cerchio e piango, perchè non ce la faccio, perchè certi avvenimenti sono troppo per il mio piccolo cuore.
Bivi di vite storte, qualcosa è andato per traverso e ci si è trovati lì, come anime alle porte dell'inferno che insieme decidono che c'è una via migliore. Creature che sul burrone della sopportazione scoprono uno scopo diverso, e da sopportazione passano al supporto l'una dell'altra.
Allo specchio sono tanto felice quanto vulnerabile, sono tutta lacrime e gioia, un miscuglio di me stessa che mi mancava.
Una chiave, una piccola chiave per schiudere tutte le mie serrature, che io ho stessa ho forgiato un giorno, o una notte,e ho seminato per strada. Era talmente tanto che qualcuno non si interessava ai miei lucchetti che avevo dimenticato che si potessero aprire. E poi qualcuno l'ha trovata, l'ha raccolta, l'ha girata in tutte le toppe, cercando il verso, togliendo la ruggine.
Filtra la luce quando si aprono le porte, è una tale liberazione, è una tale scoperta. è anche tanta vulnerabilità e paura di chi sa e può arrivare molto in fondo.è timore di un destino mai troppo propizio che stavolta scherza col fuoco e su un fuoco.
Un fuoco nato, nessuno si spiega come, sul ghiaccio.
Su sto coso non esiste Mi piace! :)
RispondiElimina