giovedì 22 marzo 2012

Meraviglia

Un altro giorno senza posta.
L'ennesimo.
Niente nuove. La mia speranza di cartapesta inizia a incrinarsi di nuovo, ancora e ancora. è incredibile quante volte la speranza possa essere smontata e rimontata, e la mia, così fragile, sta lì, e aspetta. Quest'attesa la distrugge, la logora dall'interno. Demolitore silenzioso.
Riapro la casella della posta, tre, quattro, cinque volte. Non sembra voler cambiare idea, quest'email cocciuta che mi dice che non ci sono messaggi.
Inizio ad ingannare il tempo, a cliccare a caso su cose a caso. Finisco su una poesia. Una poesia straordinaria.
Avevo dimenticato il potere della poesia, come riesca a salvarmi ogni volta, come ogni volta indichi la direzione al mio cammino sconclusionato.
Ritorno alle cose semplici, elementari. Elementari ma essenziali. Come aveva fatto Pablo Neruda con le sue odi elementari, così anche io dovrei ricordarmi della meraviglia che mi circonda, nelle cose su cui tutti i giorni poso lo sguardo senza dare loro attenzione. La meraviglia delle mie mani. La meraviglia dei germogli. La meraviglia di un libro.
Questo tipo di poesia, non la poesia d'amore, bensì la poesia delle cose semplici, è quella che mi ricorda come voglio vivere, e per cosa.

Elogio dei piedi

Perchè reggono l'intero peso.
Perchè sanno tenersi su appoggi e appigli minimi.
Perchè sanno correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare.
Perchè portano via.
Perchè sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato. E chi esce
dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta.
Perchè sanno saltare, e non è colpa loro se più in alto nello scheletro
non ci sono ali.
Perchè sanno piantarsi nel mezzo delle strade come muli e fare una 
siepe davanti al cancello di una fabbrica.
Perchè sanno giocare con la palla e sanno nuotare.
Perchè per qualche popolo pratico erano unità di misura.
Perchè quelli di donna facevano friggere i versi di Pushkin.
Perchè gli antichi li amavano e per prima cura di ospitalità li lavavano al
viandante.
Perchè sanno pregare dondolandosi davanti a un muro o ripiegati
indietro da un inginocchiatoio.
Perchè mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo.
Perchè sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango, il croccante
tip-tap, la ruffiana tarantella.
Perchè non sanno accusare e non impugnano armi. 
Perchè sono stati crocefissi.
Perchè anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere di qualcuno, 
viene scrupolo che il bersaglio non meriti l'appoggio. 
Perchè, come le capre, amano il sale.
Perchè non hanno fretta di nascere, però poi quando arriva il punto di 
morire, scalciano in nome del corpo contro la morte. 

Erri De Luca.


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