Un cielo azzurro sterminato. Senza una nuvola.
Si stende a perdita d'occhio.
Oggi più che mai, tanto che sembra che ci sia più cielo che terra, che oggettivamente è così, però tutto questo costruire verso l'alto a volte mi impedisce di considerare le misure di quello che sta al di sopra. I palazzi sono il prolungamento della terra, l'uomo che rimane incastrato tra il cielo e il suolo, cerca di spiccare il volo ma rimane impigliato nelle sue radici.
E io con la bici che spingo sui pedali, sembra che debba decollare da un momento all'altro, sempre più veloce, più veloce, tutto quel cielo, quanto cielo, un cielo così grande.
Il cielo della mia pianura, il cielo che si stende parallelo alla terra, senza una curva, un sobbalzo, così, dritto e sicuro come i muri delle case, pieno di certezze.
Il luogo dove i desideri si perdono, l'unico vero tetto, l'esclamazione dei sorpresi raffinati. Cielo.
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