O se proprio devi averla, scrivila. Mettila nero su bianco. Dai nome e cognome al tuo timore, non lasciarlo anonimo. La paura senza identità sembra molto più grossa di quello che è realmente.
Dalle un volto, una descrizione, un carattere. Fai conoscenza.
Comprendila. Ti sarà più facile accettarla come parte di te.
Ecco, allora comincio.
Fa paura quando gli altri decidono per te. Fa paura perchè sei coinvolto, ma non puoi muoverti. Non è il tuo turno del gioco, le tue pedine sono schierate, sei presente ma immobile. Subisci le conseguenze delle azioni altrui.
Non è il tuo turno di cambiare. Sei cambiata in passato, cambierai in futuro. Ora è il giro degli altri, a te spetta osservare.
Dovrai adattarti, tu come tutti gli altri. Atterrare sulle ginocchia, sbucciartele e poi riassestarti. Dovrai risistemarti l'anima, modellarla perchè assuma forme nuove. Piangere, forse. Sentirti piccola. Restare te stessa con pezzi mancanti, restare a casa senza che essa sia più la stessa.
Capire come lasciare che i tuoi pezzi mancanti vadano lontano, mantenendoli in un qualche modo vicino.
La vita è una matassa i cui nodi si svolgono poco a poco.
Si dipinge come un quadro la paura, e ora che la guardo dritta negli occhi, non ha nemmeno tinte così scure. Impareremo a conoscerci, ci abitueremo a convivere, chissà forse un giorno arriveremo persino ad apprezzarci.
Nel frattempo avrò bisogno di qualche toppa per l'anima.
"You can kiss your family and friends good-bye,
and put miles between you,
but at the same time you carry them with you in your heart,
your mind,
your stomach,
because you do not just live in a world,
but a world lives in you."
F.B.
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