Singolare coincidenza.
Proprio oggi, spulciando i giornali online, mi sono imbattuta in un editoriale de La Stampa che tratta dello Stato sociale e della sua importanza, soprattutto in un periodo come questo, in cui soffiano venti gelidi che in una folata ti possono portare via casa, amore, lavoro. Ti puoi ritrovare nudo senza nemmeno avere il tempo di capire come è successo.
L'editoriale conclude reclamando l'umanità perduta all'interno della politica economica. Che detta in parole povere sarebbe la tutela da parte del governo di tutti i poveri sfigati che da un giorno all'altro si ritrovano spiantati.
Curioso che si parli di umanità in un giornale proprio nel periodo in cui non mi sento altro che un numero. O un codice. O una password, scegliete voi.
Sono un codice fiscale. Sono un codice iban. Sono un numero sul registro, sono un numero di matricola, una targa, un posto in classifica, un numero di telefono,un voto in trentesimi o in centodecimi, un codice a barre, un PIL.
Niente altro che un numero.
Un numero.
Facile da maneggiare,comodo, pratico, lo inserisci nelle classifiche, nelle tabelle, fai la media, fai le stime.
Un numero lo dividi, lo moltiplichi, lo sottrai agevolmente, ho detto che ce ne stanno trenta e non trentuno, dal trentuno in poi tutti fuori, non m'interessa, tutti fuori.
Un numero diventa facilmente una statistica.
Una persona no.
Una persona non diventa mai statistica, perchè una persona ha una storia. Che sa da dove vieni e ti fa pescare le carte dal mazzo. Una storia che lascia il segno sui solchi delle mani, sulle espressioni facciali, ti recide gli occhi e il cuore con le forbici del destino.
Alla società non interessa la tua storia personale. Società fa rima con praticità.
La società non può ascoltare le storie di tutti, non può fare un'eccezione per te che hai il peso del mondo sulle spalle. La società ti deve incasellare con qualche definizione più o meno politicamente corretta: "clochard" fa tanto figo, sicuramente molto più di barbone o senzatetto. La società dà i numeri, tu te li giochi alla roulette.
Che tu vinca o perda non ci interessa, perchè grazie a dio non ti dobbiamo guardare negli occhi quando questo succede. Non siamo tenuti a sapere da dove vieni nè dove vai, non ci interessa.
Freddo cecchino, devi fare centro senza battere ciglio. Tutti i colpi mancati non fanno parte della Storia, bensì della tua personalissima storia, che nessuno o pochi conosceranno.
E alla fine del giro i tuoi numeri sono archiviati. Perchè i numeri si possono sempre archiviare. Le persone no.
Ogni respiro della mia vita non mi basterà per poter urlare contro chi non considera i solchi delle mani e le pieghe di una storia, ma si limita ai numeri della giocata, tirati a caso come in una gigantesca, inesorabile tombola decisiva.
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