giovedì 17 maggio 2012

Senza normalità

Prendo lo stesso treno da anni, quello che mi fa percorrere la pianura Padana in larghezza, mi porta al capo opposto. È un piacevole susseguirsi di campi, cielo e terra paralleli ed abbracciati, non si staccano mai, mai nessuno che prevalga sull'altro, nella mia pianura.
Cullata dalla monotonia del tragitto, mi perdo fra le righe di un libro perchè i solchi dei campi li conosco tutti a memoria. Quando il treno si ferma, occasionalmente sollevo lo sguardo per osservare i soggetti che vi salgono, sempre gente particolare. 
Stavolta non ho fortuna, nessuno che attiri la mia attenzione. Nessuno che mi faccia desistere dalle pagine del mio buon libro.
Solo una giovane coppia a un tratto si alza, per scendere. Si danno un bacio e poi lei si allontana, lui si risiede. 

Un bacio normale, quelli di tutti i giorni, quei piccoli gesti d'affetto che scandiscono la routine di un amore consolidato. 
Normalità placide come la pianura che mi scorre sotto gli occhi. La normalità che mi sento addosso come una trappola, è amore per altri. È serenità e certezza.
E io, che alla normalità cerco di sfuggire, che non mi abituo ai baci quotidiani.
È la normalità che mi frega sempre. 
   

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