venerdì 4 novembre 2011

L'anima in valigia

Non era mai successo prima d'ora.

Svuoto la valigia, la pulisco, passo le dita in ogni sua tasca per vedere di non avere dimenticato nulla.
È sempre stata lì, sono ormai tre anni e mezzo che è lì, da quando me l'hanno regalata. La mia camera è piccola, eppure lei ha sempre trovato il suo angolo, davanti alla cassettiera. E anche quando restavo a casa per periodi prolungati, tipo le vacanze,lei restava sempre lì e non era mai completamente vuota, dentro c'erano sempre un paio di jeans o un maglione vecchio o un cappello, giusto per occupare il suo spazio, per ricordarle che presto si sarebbe ririempita, che le mie soste erano temporanee. Sempre lì, sempre aperta, che il gatto ci ha dormito dentro non so quante volte.
Mi piace pensare che la mia vita stia dentro una valigia. La chiocciolina, come l'aveva battezzata la Fra il primo anno di università. E da allora tale è rimasta.
Quando viaggi con una valigia devi ridurre la tua vita all'essenziale. Dentro non ci stanno mille paia di scarpe, non ci stanno millemila prodotti per il corpo. E soprattutto, tutto quello che decidi di portare poi lo devi trasportare tu, con le tue braccia. Su e giù dalle scale della stazione, fuori e dentro gli aereoporti. Quando vivi con la valigia devi vivere all'essenziale. All'essenza.
Devi saper scegliere cosa è importante, cosa è necessario portare con te e cosa può rimanere a casa.
Forse ho l'anima in valigia più che la vita, voglio solo l'essenziale, le suppellettili non m'interessano.

In tre anni e mezzo ne ha fatti un bel po' di chilometri. Ci sono ancora i nastrini rossi che le avevo annodato per distinguerla dalle altre quando arrivava sul nastro trasportatore degli aereoporti. Con un'ondata di nostalgia ricordo il sollievo di avvistarla da lontano all'aereoporto. Di sapere che ancora una volta, dopo essere stata sospesa in aria, potevo riavere la mia vita. Passo una mano sul suo dorso semirigido. Quante cose, quante cose.

Con un movimento rapido la infilo sotto al letto. Non era mai successo prima d'ora.
Sono le piccole cose che ti fanno capire che qualcosa sta cambiando. Le stelle che mi guidavano hanno cambiato cielo, hanno lasciato spazio ad altre costellazioni, ad altre priorità.
È un capitolo nuovo. È una vita nuova.  

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