venerdì 25 novembre 2011

Per fortuna.

"Siamo sforniti di pacchetti fino a Natale, comunque dovrebbero arrivare presto", guardo la commessa con sorriso di circostanza ed annuisco mentre cerca di abbellire un sacchetto di carta e farlo sembrare un pacchetto regalo. "Pensi che io ho già iniziato a fare i regali di Natale" mi racconta "ho preso quelli per mia figlia e li ho depositati a casa di mia madre, se no lei li trova subito". Sorrido. Ingenua curiosità. "Quanti anni ha?" domando, solleticata nel punto debole. "Quattro". "Ah beh, è già grandina!" "Sì sì. Glieli ho già presi così sono sicura che non finiscono. Poi quest'anno lo ha visto alla televisione il regalo che voleva. Per fortuna, perchè l'anno scorso ci ha chiesto una cosa che si era inventata lei ed è stato terribile cercargliela, alla fine l'ha trovata mio fratello in Austria. Ecco qua". Il pacchetto è un po' pietoso, ma non ci formalizziamo.
Per fortuna che lo ha visto alla televisione.Per fortuna che ha visto un regalo che esiste già alla televisione, anzichè immaginarselo. Alla televisione. La televisione.
Forse queste cose non le capisco perchè non sono madre, ma la televisione meglio dell'immaginazione di un bambino non riesco proprio a concepirla. Mi allontano attanagliata dal dubbio, stretta nella morsa di una società consumistica che forse ha veramente perso la misura e sovvertito l'importanza delle cose.

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