venerdì 11 novembre 2011

L'impulso di correre


Una graziosa casa in periferia, due bambini, sicurezze economiche, una macchina grande abbastanza per portare in vacanza tutta la famiglia, una vita spesa per mettere le tende alle finestre.

Dentro ho un elastico. Rimango viva perchè l'elastico è teso, è sempre diretto verso qualcosa di diverso da quello che ho. Quando viaggio, l'elastico anela alle quattro mura, alla stabilità affettiva, alle tende alle finestre. Quando sono fissa vedo il cielo che scorre sopra di me e vorrei poter correre con lui. Respingo le sicurezze di cartone che ci costruiamo attorno, la vita sedentaria di chi ha radici troppo profonde, l'esistenza patinata del mondo delle “cose”.

“Non voglio cose. Sempre cose, cose, cose, cose...”

La vita tranquilla nella casa in periferia non mi fa gola. Forse un giorno. Forse un giorno la mia massima aspirazione saranno le certezze. Oggi voglio camminare sul filo del mio elastico teso, voglio desiderare sempre qualcos'altro, sognare troppo in grande. Voglio assecondare il mio impulso di correre, per non dovere mai ritrovarmi a scappare. Scappare da me stessa, dalla vita che ho costruito, dalle restrizioni e dalle convenzioni.Perchè vedete, signori, chi ha l'impulso di correre è mosso dalla brama di vita, chi ha l'impulso di scappare è mosso soltanto dalla forza della disperazione.  

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