Sono arcistufa delle associazioni, degli incontri, delle persone che si definiscono "apolitiche".
L'essenza del significato di politica (ovvero la sua etimologia) è politiké, che attiene la città. Politica significa amministrare la cosa pubblica. Essere apolitici dunque,con l'alfa privativo davanti, significa non essere attinenti alla città. Alla luce di ciò, come possiamo ancora definirci cittadini? Il cittadino non è forse colui che vive nella città? Non è forse dovere del cittadino, in quanto abitante della città, occuparsene? Non siamo dunque tutti coinvolti nella politica in quanto tutti cittadini italiani, europei, del mondo??
Il problema è che alla politica viene associata l'idea di partito, di potere, di grandi giri di soldi e grandi posti in parlamento. La politica è diventata sudicia, corrotta. Bisognerebbe tornare alla politica fatta dal basso, ai cittadini che decidono della loro sorte. Bisognerebbe rendersi conto che i signorotti che spadroneggiano lassù ce li mettiamo noi da quaggiù, e dovremmo poterli spodestare quando ci aggrada. Ci siamo lasciati sopraffare dalle loro parole, dal loro supposto potere, dal loro danaro. Basta signori. Riprendiamoci quel che ci appartiene.
Riprendiamoci la politica che è nostra.
E allora basta. Basta definirsi apolitici, basta cercare la neutralità per mettere d'accordo tutti. Prendete un colore definito, prendetelo onestamente, prendetelo politicamente, e mettetevi alla difesa del popolo che deve poter governare se stesso.
Arrotoliamoci le maniche e torniamo a fare politica, la politica come si deve.
Da come la vedo io siamo tutti politici. Nell'antica grecia chi non si occupava di politica veniva chiamato idiotes, da cui deriva la parola idiota. :)
RispondiEliminaA me fa incazzare perfino quando Grillo - e lo fa tuttora nonostante abbia un movimento che agisce da partito - dice di essere apolitico. Qua molti confondono l'essere apartitico con l'essere apolitico.
Non so se hai visto ma ho discusso a lungo di questo con quei ragazzi che protestavano per la riforma Gelmini a Forlì, nel primo semestre. Volevano essere apolitici... bah..
comunque bel pezzo condivido tutto tranne quando dici che bisognerebbe prendere un colore ben definito. Si può fare politica senza colori, partendo dalla stessa città in cui uno abita. ;)
Saluti
Fabricio
Prendere un colore ben definito nel senso di prendere una posizione. Non devono essere per forza il nero, il rosso, il verde o il viola i nostri colori. Ognuno si rinventa, ognuno sceglie da che parte stare, l'importante credo che sia il non restare bloccati nel grigio dell'indifferenza.
RispondiEliminaNon ti avevo visto discutere con i ragazzi della protesta, se no ti avrei dato man forte, abbiamo l'etimologia dalla nostra parte ;)
Leti
PS grazie per il commento Garci! :)
"Sono arcistufa delle associazioni, degli incontri, delle persone che si definiscono 'apolitiche'"...
RispondiEliminaIo credo che (idioti a parte) la maggior parte di chi dice questo è semplicemente sfiduciata. Hanno sfiducia innanzitutto in se stessi, nella propria capacità personale di cambiare le cose. Alcuni non sanno da che parte cominciare... e lasciano perdere.
"Il problema è che alla politica viene associata l'idea di partito, di potere, di grandi giri di soldi e grandi posti in parlamento. La politica è diventata sudicia, corrotta"...
In una democrazia moderna, se i partiti sono corrotti, lo sono innanzitutto i cittadini che li votano: in una società totalitaria, il pesce puzza sempre dalla testa; mentre in una democrazia, il pesce puzza sempre dalla coda. E' un pò come se il "mondo della politica" fosse lo specchio del sudiciume della "società reale": se uno si guarda in uno specchio e vede qualcosa di brutto, la colpa non può darla allo specchio.
Io qualche partito che i corrotti li caccia e non li promuove ad alte cariche, lo vedo: se tutti votassero questo genere di partiti, le cose inizierebbero a cambiare o almeno a migliorare. Non si ottiene la libertà liberandosi dai partiti, ma la si ottiene attraverso i partiti (che allontanano i corrotti e gli impediscono di candidarsi).