giovedì 18 agosto 2011

Problemi di panna montata


Uno a uno metto i miei spettri in fila e uno a uno li abbatto. Li smonto con la precisione di un bambino coi suoi lego nuovi, li rimetto al loro posto, li riduco alla loro dimensione iniziale.
Ho imparato dal gatto, che dorme sul cuscino da tre ore, noncurante di tutto ciò che lo circonda. Tranquillo. In pace. L'ho sempre detto che la natura ha qualcosa da insegnarci.
Che poi, se io vi dicessi che cosa sono i miei spettri ridereste, eccome. È che vedete, io li percepisco come importanti e insormontabili e non mi rendo conto che i problemi sono principalmente come la panna montata, sono grandi e grossi ma pieni di aria. C'è ben poca sostanza, o meglio ce n'è ma va tenuta sotto controllo, bisogna farle abbassare la cresta, mantenerla in prospettiva.
E allora sapete che vi dico? Che sono felice. Mi capita così, in maniera improvvisa e subitanea. Senza preavviso mi riempio di serenità e per qualche momento assaporo la mia immotivata felicità come il dono più grande che mi possa essere fatto. E il mio giorno si illumina.
Non ho risolto nulla, non ho concluso nulla. Ma adesso almeno sono serena, contenta e consapevole. E vado avanti con la mia armatura di sorrisi e tranquillità per cercare un approccio diverso a questa vita.

Hakuna matata!
L.F.  

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