Brutte notizie, mi dicono.
Mi trascino per casa calpestando il morale sotto i tacchi, e non senza panico mi chiedo che cazzo farò se...
Quando le "sfortunate eventualità" che avevi pianificato diventano realtà, le statistiche prendono forma sulla tua pelle. E si divertono a mollarti cazzotti nello stomaco.
Frugo in quello che resta della mia positività in questo periodo, lasciatemelo definire con un eufemismo delicato, dimmerda.
Sfoglio un libro di viaggi e cerco di andare lontano con la testa. Poi mi viene in mente la storia che racconto a chiunque si trovi in circostanze sfortunate, leggetela, ne vale veramente la pena:
Un re aveva un cavallo pregiatissimo, bianco e puro come la neve appena posata, splendido. Tutto il suo reame si rallegrava per il re, e i suoi sudditi non facevano che ripetergli quanto era fortunato a possedere una tale ricchezza.
Ma il re,impassibile, non reagiva alla contentezza dei sudditi e quando loro si complimentavano con lui diceva solo: "vedremo..."
Un giorno il cavallo scappò e il reame si incupì. Tutti lamentavano la perdita del re, soprattutto perchè era un cavallo pregiatissimo.
Ma il re, impassibile, non reagiva al dolore dei sudditi e quando essi venivano da lui a esprimergli il loro cordoglio, rispondeva sempre e solo: "vedremo..."
Qualche mese dopo, come per miracolo, il cavallo ritornò al castello e non da solo! Con lui infatti c'era una cavalla della sua stessa razza, anch'essa bianca e pura, e portavano con loro il proprio vitellino, anche lui meraviglioso e pregiatissimo. Il reame era assolutamente basito davanti a un tale ritorno e per giunta il re aveva finito col guadagnarci altri due cavalli pregiatissimi! I sudditi iniziarono a fare la fila davanti alle porte del castello per andare a congratularsi con il proprio sovrano.
Ma come sempre, l'unica reazione che il re aveva davanti alle loro congratulazioni era il solito: "vedremo..."
Tempo dopo il figlio del re stava cavalcando il vitellino pregiatissimo e d'improvviso quest'ultimo s'imbizzarì e lo scaraventò a terra ferendolo gravemente. Il figlio del re rimase paralizzato.
Il reame si vestì a lutto e venivano a fare visita al re per cercare d consolarlo. Ma tutti rimanevano di sasso al vedere che il re dava loro sempre la stessa risposta: "vedremo.."
Vennero tempi bui per il reame e scoppiò la guerra. Tutti i giovani vennero chiamati a combattere al fronte, tutti tranne il figlio del re poichè era paralizzato. Molti ragazzi morirono al fronte, e il figlio del re potè vivere solo grazie alla sua condizione.
Ma il re continuava sempre e solo a dire, "vedremo.."
Credo che le morali della storia siano due. La prima è che si può sapere solo a posteriori se una notizia è buona o cattiva, non possiamo mai conoscere del tutto i risvolti delle situazioni in cui ci troviamo..La seconda morale è che, come diceva la mia prof di latino e greco, non bisogna gioire troppo delle proprie conquiste nè piangere troppo sulle proprie perdite, appunto perchè non si può mai sapere dove ci porteranno. Ci vuole equilibrio, misura, anche nel gioire o nel soffrire. Est modus in rebus.
capisco :o
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