mercoledì 14 settembre 2011

La ricetta della felicità


Credo che nella vita di tutti prima o poi giunga quel qualcuno che dissemina il tuo cammino di domande, di interrogativi apparentemente banali ma chiave, che deviano la tua vita in maniera decisiva, che ti fanno comprendere che hai il volante in mano e puoi voltare bruscamente ogni volta che vuoi. E cambiare direzione.

Il mio qualcuno è una persona che probabilmente non aveva idea che con quel preciso interrogativo, in quel preciso giorno, stava per cambiare completamente il mio modo di vedere la vita.
Era una sera del mio secondo anno di liceo. E la domanda era:

“Se ti fosse dato di scegliere tra felicità e infelicità, che cosa sceglieresti?”

E io tra me e me già pensavo, ma che, ma io c'ho scritto idiota in fronte o cosa? Ma questo che razza di domande fa?
Tutti coloro a cui la domanda fu diretta risposero, ovviamente, felicità.
La cosa che lasciò tutti di sasso fu la risposta dell'interrogante:

“Avete già la possibilità di scegliere. Ogni giorno, ogni mattina vi viene data questa possiblità, questa scelta! La felicità è una scelta!”

La felicità è una scelta. Quante volte nella mia vita questa frase mi è rimbombata nel cervello, quante citazioni ho trovato al riguardo, quante volte mi sono ritrovata a pensarci.
Noi da stupidi ci lasciamo influenzare dalle circostanze, siamo in balìa dell'oceano che ci sbatte a caso da una parte o dall'altra, non siamo capaci di dominare la nostra nave. Eppure, se ogni giorno riuscissimo a sussurrarci, la felicità è una scelta, forse la vita sarebbe veramente diversa. Se non fossero i momenti a buttarci giù, o le persone, o le perdite. Se scegliessimo di sorridere alla persona che ci troviamo davanti senza nessun motivo o scopo, se scegliessimo di aprire le porte, di avere fiducia, anziché essere scettici e guardare il mondo dallo spioncino.

Oggi l'uomo che vende le merendine sul treno mi ha sorriso, ma non solo a me, sorrideva a tutti. E il signor avvocato seduto davanti a me è rimasto tutto il tempo con il muso in mezzo ai suoi fogli di chissàchecosa. E che muso che aveva. Le labbra talmente tese che sembrava si dovessero spezzare da un momento all'altro. La felicità è una scelta, signor avvocato. La felicità non dipende da.
La felicità è.  

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