sabato 3 settembre 2011

Identità disperse tra abiti da sposa e abitudini sessuali


Ieri sera, accendendo a caso la televisione sono capitata su uno di quei programmi idioti che il digitale terrestre (mio dio, come abbiamo fatto a vivere senza!) ci propone/propina. Perdonate l'argomento futile, ma in tempi di studio la mia vita è piuttosto limitata. Si trattava, vedete, di un programma sugli abiti da sposa: delle tizie con un casino di soldi da spendere per il proprio abito da sposa vanno in questo negozio dove appunto si svolge il programma e dove un team di persone gli stanno dietro e soddisfano tutti i loro capricci. Un programma idiota. Ma pur sempre spassoso.
Alla fine, quando già scorrevano i titoli di coda, hanno fatto passare in sequenza le foto di una al matrimonio con l'abito da sposa che aveva comprato nel suddetto negozio. In sottofondo c'era la voce smelensa di una che decantava quanto la ragazza stesse bene con quell'abito, e ha concluso dicendo”l'abito da sposa le sta così bene perchè riflette chi è lei realmente, quello che si mette indosso la definisce di fronte agli altri” o una cosa del genere. Io, che ero ancora semi-vigile, su qesta frase mi sono fatta una grassa risata interiore. Che idiozia, ho pensato, che una persona si lasci definire dal proprio abito, per giunta quello da sposa. Ma non vi ho prestato più di tanta attenzione, è una di quelle castronerie che si sentono spesso per tele.
Senonchè, stamattina, leggendo un giornale più che rispettabile, ho letto un articolo di una giornalista che raccontava della sua “prima volta”. Non particolarmente brillante come articolo, devo ammettere. Eppure mi ha colpito perchè si conclude così:
“Ma sapevo che il sesso è un modo per scoprire e comunicare chi sei. E su questo non mi sbagliavo.”
Sul momento sono rimasta un po' di stucco. Non capita spesso che nell'arco di dodici ore senta, in due contesti diversi, la stessa frase, o meglio, lo stesso concetto espresso. Ora, forse io ne so troppo poco di sesso ma non credo che nemmeno il sesso definisca le persone. A volte può essere violento, a volte dolce, credo dipenda dal momento e dal partner.
Ma più di ogni altra cosa mi ha stupito questa smania di voler trovare in ogni dove qualcosa che comunichi chi siamo, che confermi la nostra identità. Credo che questo indichi più che mai lo scompiglio interiore delle persone. Non credo che siano gli oggetti a dire chi è veramente una persona, nè tanto meno il suo modo di comportarsi a letto. Una persona è definita in svariati modi, l'identità è multipla, come diceva Amartya Sen. Ma soprattutto l'identità è qualcosa di interno, cucito a noi come la nostra ombra, da cui non ci possiamo scindere. Sicuramente si manifesta anche nel nostro modo di vestirci, di comportarci e nelle scelte che compiamo ogni giorno, però per favore, non venitemi a dire che l'abito da sposa esprime la mia personalità o che il mio modo di fare sesso è il mio modo di esprimere chi sono,perchè potrei anche scoppiarvi a ridere in faccia.E chissà che tipo di personalità interpretereste dalla mia risata.

1 commento:

  1. A parte che leggo solo adesso che hai cambiato il sottotitolo di Stream of consciousness, e mi piace assai...

    Che bell'intervento! Sobrio ma lo stesso profondo.
    Che la personalità venga espressa da un abito da sposa (pensami in bianco e col velo, wow cosa ti ispiro?) o dal modo di comportarsi a letto (roar...) è una bella presa in giro. Per conoscerle, le persone, bisogna affrontarle vis à vis! Alle 11 di mattina riesco a dire tante di quelle banalità!!

    Posso azzardare che le due situazioni che hai citato sono modi per interpretare porzioni di personalità: dal livello di vanità, alla conoscenza del proprio corpo, dal livello di autostima, al modo di concedersi all'altra persona.

    Scommetto che l'autore dell'articolo è Massimo Fini. C'ho preso?

    RispondiElimina