Ieri sera, accendendo a caso la
televisione sono capitata su uno di quei programmi idioti che il
digitale terrestre (mio dio, come abbiamo fatto a vivere senza!) ci
propone/propina. Perdonate l'argomento futile, ma in tempi di studio
la mia vita è piuttosto limitata. Si trattava, vedete, di un
programma sugli abiti da sposa: delle tizie con un casino di soldi da
spendere per il proprio abito da sposa vanno in questo negozio dove
appunto si svolge il programma e dove un team di persone gli stanno
dietro e soddisfano tutti i loro capricci. Un programma idiota. Ma
pur sempre spassoso.
Alla fine, quando già scorrevano i
titoli di coda, hanno fatto passare in sequenza le foto di una al
matrimonio con l'abito da sposa che aveva comprato nel suddetto
negozio. In sottofondo c'era la voce smelensa di una che decantava
quanto la ragazza stesse bene con quell'abito, e ha concluso
dicendo”l'abito da sposa le sta così bene perchè riflette chi è
lei realmente, quello che si mette indosso la definisce di fronte
agli altri” o una cosa del genere. Io, che ero ancora semi-vigile,
su qesta frase mi sono fatta una grassa risata interiore. Che
idiozia, ho pensato, che una persona si lasci definire dal proprio
abito, per giunta quello da sposa. Ma non vi ho prestato più di
tanta attenzione, è una di quelle castronerie che si sentono spesso
per tele.
Senonchè, stamattina, leggendo un
giornale più che rispettabile, ho letto un articolo di una
giornalista che raccontava della sua “prima volta”. Non
particolarmente brillante come articolo, devo ammettere. Eppure mi ha
colpito perchè si conclude così:
“Ma sapevo che il sesso è un modo
per scoprire e comunicare chi sei. E su questo non mi sbagliavo.”
Sul momento sono rimasta un po' di
stucco. Non capita spesso che nell'arco di dodici ore senta, in due
contesti diversi, la stessa frase, o meglio, lo stesso concetto
espresso. Ora, forse io ne so troppo poco di sesso ma non credo che nemmeno il sesso definisca le persone. A volte può essere
violento, a volte dolce, credo dipenda dal momento e dal partner.
Ma più di ogni altra cosa mi ha
stupito questa smania di voler trovare in ogni dove qualcosa che
comunichi chi siamo, che confermi la nostra identità. Credo che
questo indichi più che mai lo scompiglio interiore delle persone.
Non credo che siano gli oggetti a dire chi è veramente una persona,
nè tanto meno il suo modo di comportarsi a letto. Una persona è
definita in svariati modi, l'identità è multipla, come diceva
Amartya Sen. Ma soprattutto l'identità è qualcosa di interno,
cucito a noi come la nostra ombra, da cui non ci possiamo scindere. Sicuramente si manifesta anche nel nostro modo di vestirci, di
comportarci e nelle scelte che compiamo ogni giorno, però per
favore, non venitemi a dire che l'abito da sposa esprime la mia
personalità o che il mio modo di fare sesso è il mio modo di
esprimere chi sono,perchè potrei anche scoppiarvi a ridere in
faccia.E chissà che tipo di personalità interpretereste dalla mia
risata.
A parte che leggo solo adesso che hai cambiato il sottotitolo di Stream of consciousness, e mi piace assai...
RispondiEliminaChe bell'intervento! Sobrio ma lo stesso profondo.
Che la personalità venga espressa da un abito da sposa (pensami in bianco e col velo, wow cosa ti ispiro?) o dal modo di comportarsi a letto (roar...) è una bella presa in giro. Per conoscerle, le persone, bisogna affrontarle vis à vis! Alle 11 di mattina riesco a dire tante di quelle banalità!!
Posso azzardare che le due situazioni che hai citato sono modi per interpretare porzioni di personalità: dal livello di vanità, alla conoscenza del proprio corpo, dal livello di autostima, al modo di concedersi all'altra persona.
Scommetto che l'autore dell'articolo è Massimo Fini. C'ho preso?