Per un qualche oscuro motivo mi sono svegliata pensando all'armonia degli opposti. Mi da un curioso conforto l'idea di yin yang, il fatto che nessuna parte sia completamente bianca o completamente nera, o che alla fine di uno inizi l'altro. Mi attrae l'idea che lo yin e lo yang siano descritti come i due lati di una collina, quello soleggiato e quello in ombra, o anche come la notte e il giorno, apparentemente opposti ma continui, e nel momento del culmine della notte, ecco che sopraggiunge il giorno. La natura è così armonica, talmente perfetta e autosufficiente che è quasi impossibile non restarne affascinati..L'esistenza di ogni cosa è dovuta al fatto che trova il suo equilibrio nel mondo, che nasce con il suo opposto e il suo complemento. L'equilibrio di tutto, ecco ciò che mi da sicurezza, il pensiero che anche io troverò il mio equilibrio, che il mio bianco o il mio nero non saranno mai assoluti e che ci sarà continuità nella mia esistenza.
Mi chiedo anche, non senza inquietudine, quanto ancora potremo continuare a forzare gli equilibri della natura, senza che essa si ribelli a noi?
"Non è il nostro compito d'avvicinarci, così come non s'avvicinano tra loro il sole e la luna o il mare e la terra. Noi due caro amico siamo il sole e la luna, siamo il mare e la terra.La nostra mèta non è di trasformarci l'uno nell'altro ma di conoscerci l'un l'altro e di imparare a vedere e a rispettare nell'altro ciò che egli è: il nostro opposto e il nostro complemento."
Hermann Hesse, Narciso e Boccadoro
L.F.
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