domenica 9 gennaio 2011

Il nostro opposto e il nostro complemento

Per un qualche oscuro motivo mi sono svegliata pensando all'armonia degli opposti. Mi da un curioso conforto l'idea di yin yang, il fatto che nessuna parte sia completamente bianca o completamente nera, o che alla fine di uno inizi l'altro. Mi attrae l'idea che lo yin e lo yang siano descritti come i due lati di una collina, quello soleggiato e quello in ombra, o anche come la notte e il giorno, apparentemente opposti ma continui, e nel momento del culmine della notte, ecco che sopraggiunge il giorno. La natura è così armonica, talmente perfetta e autosufficiente che è quasi impossibile non restarne affascinati..L'esistenza di ogni cosa è dovuta al fatto che trova il suo equilibrio nel mondo, che nasce con il suo opposto e il suo complemento. L'equilibrio di tutto, ecco ciò che mi da sicurezza, il pensiero che anche io troverò il mio equilibrio, che il mio bianco o il mio nero non saranno mai assoluti e che ci sarà continuità nella mia esistenza. 
Mi chiedo anche, non senza inquietudine, quanto ancora potremo continuare a forzare gli equilibri della natura, senza che essa si ribelli a noi?


"Non è il nostro compito d'avvicinarci, così come non s'avvicinano tra loro il sole e la luna o il mare e la terra. Noi due caro amico siamo il sole e la luna, siamo il mare e la terra.La nostra mèta non è di trasformarci l'uno nell'altro ma di conoscerci l'un l'altro e di imparare a vedere e a rispettare nell'altro ciò che egli è: il nostro opposto e il nostro complemento." 
Hermann Hesse, Narciso e Boccadoro


Taoism


L.F.

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